Morti a chi???

In memoria di Eliver Delphin
Eliver Delphin ** Curatrice del Delos BookClub ** Inworld dal 2006

Sempre sul fronte Second Life è uscito un articolo sulla Stampa – “Il Deserto degli Avatar” di Bruno Ruffilli – che mi ha fatto letteralmente cascare le braccia. Se prima il luogo comune dei mondi virtuali era “ci sono solo pervertiti”, ora sembra che il tormentone sia diventato “ormai i mondi virtuali non se li fila più nessuno”. In una cosa l’autore ha ragione: l’hype è passato.
Ma chi è stato a montarlo, questo benedetto hype? Non sono stati gli stessi media, che, senza capire gran che, hanno iniziato a parlare di Second Life come se fosse chissà quale terra promessa dove arricchirsi e iniziare una nuova vita?

Noi che su Second Life ci viviamo da prima dell’hype siamo sempre stati consapevoli dei pregi e dei difetti del mondo virtuale della Linden, e non abbiamo mai cercato di spacciarlo per oro. Noi residenti abbiamo sempre saputo, quando i media parlavano di milioni di utenti, che non si trattava di cifre accurate – c’è una bella differenza tra utenti attivi e utenti registrati! – e che i residenti che loggavano ogni mese erano al massimo mezzo milione.

Sembra che i media, invece, prima si siano bevuti le balle di non-so-chi (o abbiano fatto finta di crederci, per fare sensazionalismo) e ora che la realtà, meno sensazionale ma decisamente più matura di allora, è venuta a galla anche ai loro occhi, gridano “La bolla è scoppiata!”.
E io grido, di ritorno: “E’ solo colpa vostra, signori miei, che quando tutto è iniziato vi siete dati un gran da fare per gonfiarla, esattamente come è accaduto per il web.”

Ah, e per la cronaca Second Life non è affatto un cimitero: c’è vita sociale, c’è divertimento, c’è cultura, c’è impegno, come prima se non di più. C’è meno fuffa, questo è vero, ma è un bene. Per quanto mi riguarda, posso dire dalla mia esperienza personale che, nel “nostro giro” della Second Life Italiana, c’è la stessa gente che c’era l’anno scorso, forse qualcuno in più. Certo, niente più orde di niubbi che si registrano per moda e che gonfiano le statistiche. Ma chi ne ha mai avuto bisogno?

Qualche altro post indignato:

E qui c’è la risposta dell’autore dell’articolo (#54).

* la bella foto di Eliver è di Bruttagente.

1 thought on “Morti a chi???

  1. Zeruhur

    Letto l’articolo appena hai inviato la notice, sono cascate le braccia (per non dire altro) anche a me. La solita sequela di luoghi comuni e il forte sentore che Ruffilli, secondo la tradizione del giornalismo italiano degli ultimi anni, non sia neanche entrato in SL, che scriva di questioni che non conosce o che riporti al limite impressioni altrui.
    Sono in SL dall’aprile 2007 (quindi non sono chissà quale veterano), ma la differenza tra ieri e oggi l’ho vista, o meglio ci faccio caso se ripenso a com’era SL diciasette mesi fa. Eh no, della fuffa non sento la mancanza.
    Discorso diverso quello su utenti registrati e utenti attivi: lì è la Linden che sbaglia e monta i dati ad arte. Sarebbe molto più onesto parlare solo di utenti attivi, senza contare quelli registrati, entrati una volta e mai più tornati…

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